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Un matin je m'étais levé maussade, triste, fatigué d'oisiveté, et poussé, me semblait-il, à faire quelque chose de grand, une action d'éclat; et j'ouvris la fenêtre, hélas!

Observez, je vous prie, que l'esprit de mystification qui, chez quelques personnes, n'est pas le résultat d'un travail ou d'une combinaison, mais d'une inspiration fortuite, participe beaucoup, ne fût-ce que par l'ardeur du désir, de cette humeur, hystérique selon les médecins, satanique selon ceux qui pensent un peu mieux que les médecins, qui nous pousse sans résistance vers une foule d'actions dangereuses ou inconvenantes.

La première personne que j'aperçus dans la rue, ce fut un vitrier dont le cri perçant, discordant, monta jusqu'à moi à travers la lourde et sale atmosphère parisienne. Il me serait d'ailleurs impossible de dire pourquoi je fus pris à l'égard de ce pauvre homme d'une haine aussi soudaine que despotique. Cependant je réfléchissais, non sans quelque gaieté, que, la chambre étant au sixième étage et l'escalier fort étroit, l'homme devait éprouver quelque peine à opérer son ascension et accrocher en maint endroit les angles de sa fragile marchandise.

Impudent que vous êtes! Je m'approchai du balcon et je me saisis d'un petit pot de fleurs, et quand l'homme reparut au débouché de la porte, je laissai tomber perpendiculairement mon engin de guerre sur le rebord postérieur de ses crochets; et le choc le renversant, il acheva de briser sous son dos toute sa pauvre fortune ambulatoire qui rendit le bruit éclatant d'un palais de cristal crevé par la foudre.

Et, ivre de ma folie, le lui criai furieusement: Mais qu'importe l'éternité de la damnation à qui a trouvé dans une seconde l'infini de la jouissance? Il cattivo vetraio Ci sono nature puramente contemplative e del tutto inadatte all'azione, che, tuttavia, spinte da non si sa quale impulso misterioso, agiscono a volte con una rapidità di cui esse stesse mai si sarebbero credute capaci.

Come chi, per paura di trovare dal portinaio una brutta notizia, continua vigliaccamente a girare per un'ora intera davanti alla porta di casa propria senza trovare il coraggio di entrare; o come chi si tiene in tasca una lettera per quindici giorni senza aprirla, o che fa passare sei mesi prima di decidersi a intraprendere qualcosa che già da un anno aspettava una decisione: Un altro si metterà ad accendere il sigaro accanto a un barile di polvere da sparo, per vedere, per sapere, per tentare il destino, per costringersi a dare prova di energia, per giocare d'azzardo, per conoscere il piacere dell'ansia, per niente, per capriccio, per fare semplicemente qualcosa.

Un altro, timido al punto da abbassare gli occhi di fronte a chiunque, e che deve fare appello a tutta la sua scarsa forza di volontà per entrare in un caffè o per passare davanti alla cassa di un teatro, perché i bigliettai gli fanno tutti l'impressione di maestosi Minosse, Eaco e Radamanto, ecco che costui potrà saltare all'improvviso al collo di un vecchio che gli passa accanto, per abbracciarlo con entusiasmo sotto gli occhi della folla sbalordita.

E purtroppo aprii la finestra! Vi prego di osservare che lo spirito di mistificazione, che in alcune persone non è il risultato di un lavoro o di una circostanza, ma di un'ispirazione fortuita, partecipa molto, anche solo per l'ardore del desiderio, di quell'umore - isterico secondo i medici, satanico secondo coloro che ne sanno un po' più dei medici - che ci spinge a compiere senza opporre resistenza una serie di azioni pericolose o sconvenienti.

La prima persona che scorsi nella strada fu un vetraio il cui grido acuto e stridente saliva fino a me nella greve e sudicia atmosfera parigina. Intanto riflettevo, non senza allegria, che, essendo la stanza al sesto piano e la scala molto stretta, l'uomo avrebbe dovuto penare alquanto per compiere la sua ascesa e far passare senza danno in diverse strettoie gli spigoli della sua fragile mercanzia.

Esaminai con curiosità tutti i suoi vetri e gli dissi: Non avete vetri colorati? Vetri rosa, rossi, blu, vetri magici, vetri di paradiso? Osate andarvene in giro per i quartieri poveri senza nemmeno avere dei vetri che facciano vedere più bella la vita! E io, ebbro della mia follia, gli gridavo furiosamente dietro: Ma che cosa importa l'eternità della dannazione a chi ha trovato nell'attimo l'infinito del godimento?

À une heure du matin Enfin! On n'entend plus que le roulement de quelques fiacres attardés et éreintés. Pendant quelques heures, nous posséderons le silence, sinon le repos. D'abord, un double tour à la serrure. Il me semble que ce tour de clef augmentera ma solitude et fortifiera les barricades qui me séparent actuellement du monde.

Voyez-le, et puis nous verrons"; m'être vanté pourquoi? Mécontent de tous et mécontent de moi, je voudrais bien me racheter et m'enorgueillir un peu dans le silence et la solitude de la nuit. Ames de ceux que j'ai aimés, âmes de ceux que j'ai chantés, fortifiez-moi, soutenez-moi, éloignez de moi le mensonge et les vapeurs corruptrices du monde, et vous, Seigneur mon Dieu! All'una di notte Finalmente solo!

Ormai si sentono soltanto le ruote di qualche carrozza attardata e sfinita. Finalmente mi è dunque concesso di distendermi in un bagno di tenebre! Per prima cosa, una doppia mandata alla serratura. Questo giro di chiave aumenterà il senso della mia solitudine e fortificherà le barricate che attualmente mi separano dal mondo. Scontento di tutti e di me stesso, vorrei proprio riscattarmi e inorgoglirmi un po' nel silenzio e nella solitudine della notte.

Anime di coloro che ho amato, anime di chi ho cantato, datemi forza, sostenetemi, tenete lontana da me la menzogna e la corruzione che esalano dal mondo; e voi, mio Signore Iddio, accordatemi la grazia di produrre qualche bel verso che provi a me stesso che non sono l'ultimo degli uomini, che non sono più in basso di coloro che disprezzo.

La Femme sauvage "Vraiment, ma chère, vous me fatiguez sans mesure et sans pitié; on dirait, à vous entendre soupirer, que vous souffrez plus que les glaneuses sexagénaires et que les vieilles mendiantes qui ramassent des croûtes de pain à la porte des cabarets. Et puis, vous ne cessez de vous répandre en paroles inutiles: Consolez-moi par-ci, caressez-moi par-là!

L'autre monstre, celui qui crie à tue-tête, un bâton à la main, est un mari. Il a enchaîné sa femme légitime comme une bête, et il la montre dans les faubourgs, les jours de foire, avec permission des magistrats, cela va sans dire. Voyez avec quelle voracité non simulée peut-être! Aussi les yeux lui sortent maintenant de la tête, elle hurle plus naturellement.

Dans sa rage, elle étincelle tout entière, comme le fer qu'on bat. Cette femme est incontestablement malheureuse, quoique après tout, peut-être, les jouissances titillantes de la gloire ne lui soient pas inconnues.

Il y a des malheurs plus irrémédiables, et sans compensation. Mais dans le monde où elle a été jetée, elle n'a jamais pu croire que la femme méritât une autre destinée. A voir les enfers dont le monde est peuplé, que voulez-vous que je pense de votre joli enfer, vous qui ne reposez que sur des étoffes aussi douces que votre peau, qui ne mangez que de la viande cuite, et pour qui un domestique habile prend soin de découper les morceaux?

Et toutes ces affectations apprises dans les livres, et cette infatigable mélancolie, faite pour inspirer au spectateur un tout autre sentiment que la pitié? En vérité, il me prend quelquefois envie de vous apprendre ce que c'est que le vrai malheur.

Si vous méprisez le soliveau ce que je suis maintenant, comme vous savez bien , gare la grue qui vous croquera, vous gobera et vous tuera à son plaisir! E poi non la finite più di diffondervi in vane parole: Consolatemi qui, accarezzatemi là! Forse troveremo il modo: È cioè una donna. L'altro mostro, quello che grida a squarciagola con un bastone in mano, è un marito. Ha incatenato come una bestia la sua legittima sposa, e la mette in mostra nei mercati di periferia, nei giorni di fiera, naturalmente con tanto di autorizzazione ufficiale.

Guardate con che voracità forse non simulata! E dopo queste sagge parole, le strappa crudelmente la preda, le cui interiora rovesciate restano ancora attaccate ai denti della bestia feroce, della donna, voglio dire. Una bella bastonata per calmarla un po', dal momento che manda terribili occhiate di ingordigia sul cibo che le è stato portato via.

Non li avete sentiti come risuonano i colpi sulla carne nonostante quel pelame posticcio? Manda faville da tutte le parti, per la rabbia, come il ferro quando viene battuto. La donna è indubbiamente un'infelice, anche se dopotutto forse non ignora le stuzzicanti gioie della gloria. Ci sono disgrazie più irrimediabili, e senza compenso. Ma nel mondo nel quale è stata gettata, lei non ha mai potuto credere che la donna meritasse un destino diverso. Considerando gli inferni di cui il mondo è popolato, che cosa volete che pensi del vostro grazioso inferno, e di voi che riposate soltanto su stoffe morbide come la vostra pelle, che mangiate solo carne cotta, tagliata a pezzettini da un abile e solerte domestico?

E tutte queste smancerie, questa instancabile malinconia fatta per ispirare allo spettatore tutt'altro sentimento che la pietà? Vi confesso che a volte mi viene voglia di insegnarvi che cos'è la vera infelicità.

Se disprezzate il travicello che ora sono io, come ben sapete , attenta alla gru che vi sgranocchierà, vi ingoierà e vi ammazzerà a piacer suo! Les Foules Il n'est pas donné à chacun de prendre un bain de multitude: Qui ne sait pas peupler sa solitude, ne sait pas non plus être seul dans une foule affairée. Le poète jouit de cet incomparable privilège, qu'il peut à sa guise être lui-même et autrui. Comme ces âmes errantes qui cherchent un corps, il entre, quand il veut, dans le personnage de chacun.

Pour lui seul, tout est vacant; et si de certaines places paraissent lui êtres fermées, c'est qu'à ses yeux elles ne valent pas la peine d'être visitées. Le promeneur solitaire et pensif tire une singulière ivresse de cette universelle communion.

Celui-là qui épouse facilement la foule connaît des jouissances fiévreuses, dont seront éternellement privé l'égoïste, fermé comme un coffre, et le paresseux, interné comme un mollusque. Il adopte comme siennes toutes les professions, toutes les joies et toutes les misères que la circonstance lui présente. Ce que les hommes nomment amour est bien petit, bien restreint et bien faible, comparé à cette ineffable orgie, à cette sainte prostitution de l'âme qui se donne tout entière, poésie et charité, à l'imprévu qui se montre, à l'inconnu qui passe.

Il est bon d'apprendre quelquefois aux heureux de ce monde, ne fût-ce que pour humilier un instant leur sot orgueil, qu'il est des bonheurs supérieurs au leur, plus vastes et plus raffinés.

Les fondateurs de colonies, les pasteurs de peuples, les prêtres missionnaires exilés au bout du monde, connaissent sans doute quelque chose de ces mystérieuses ivresses; et, au sein de la vaste famille que leur génie s'est faite, ils doivent rire quelquefois de ceux qui les plaignent pour leur fortune si agitée et pour leur vie si chaste. Le folle Non a tutti è concesso di prendere un bagno di moltitudine: Chi non sa popolare la sua solitudine, non sa neppure restare solo in mezzo a una folla indaffarata.

Il poeta gode di questo incomparabile privilegio: Come quelle anime erranti che cercano un corpo, egli sa entrare, quando vuole, in qualunque personaggio. Solo per lui tutto è vacante. E se certi luoghi sembrano essergli preclusi, è che ai suoi occhi non valgono la pena di essere visitati. Il passeggiatore solitario e pensoso ricava un'ebbrezza singolare da questa universale comunione.

Colui che facilmente si sposa alla folla, conosce le gioie febbrili di cui resteranno eternamente privati sia l'egoista, chiuso come un forziere, sia il pigro, rintanato come un mollusco. Lui sa fare proprie tutte le professioni, tutte le gioie e tutte le miserie che le circostanze gli offrono. Non foss'altro che per umiliare una volta tanto il loro stupido orgoglio, è bene insegnare ai felici di questo mondo che ci sono felicità superiori alle loro, più vaste e più raffinate.

Les Veuves Vauvenargues dit que dans les jardins publics il est des allées hantées principalement par l'ambition déçue, par les inventeurs malheureux, par les gloires avortées, par les coeurs brisés, par toutes ces âmes tumultueuses et fermées, en qui grondent encore les derniers soupirs d'un orage, et qui reculent loin du regard insolent des joyeux et des oisifs. Ces retraites ombreuses sont les rendez-vous des éclopés de la vie.

C'est surtout vers ces lieux que le poète et le philosophe aiment diriger leurs avides conjectures. Il y a là une pâture certaine. Car s'il est une place qu'ils dédaignent de visiter, comme je l'insinuais tout à l'heure, c'est surtout la joie des riches. Cette turbulence dans le vide n'a rien qui les attire.

Au contraire, ils se sentent irrésistiblement entraînés vers tout ce qui est faible, ruiné, contristé,orphelin. Un oeil expérimenté ne s'y trompe jamais. Dans ces traits rigides ou abattus, dans ces yeux caves et ternes, ou brillants des derniers éclairs de la lutte, dans ces rides profondes et nombreuses, dans ces démarches si lentes ou si saccadées, il déchiffre tout de suite les innombrables légendes de l'amour trompé, du dévouement méconnu, des efforts non récompensés, de la faim et du froid humblement, silencieusement supportés.

Avez-vous quelquefois aperçu des veuves sur ces bancs solitaires, des veuves pauvres? Qu'elles soient en deuil ou non, il est facile de les reconnaître. D'ailleurs il y a toujours dans le deuil du pauvre quelque chose qui manque, une absence d'harmonie qui le rend plus navrant.

Il est contraint de lésiner sur sa douleur. Le riche porte la sienne au grand complet. Quelle est la veuve la plus triste et la plus attristante, celle qui traîne à sa main un bambin avec qui elle ne peut pas partager sa rêverie, ou celle qui est tout à fait seule?

Il m'est arrivé une fois de suivre pendant de longues heures une vieille affligée de cette espèce; celle-là roide, droite, sous un petit châle usé, portait dans tout son être une fierté de stoïcienne. Elle était évidemment condamnée, par une absolue solitude, à des habitudes de vieux célibataire, et le caractère masculin de ses moeurs ajoutait un piquant mystérieux à leur austérité.

Je ne sais dans quel misérable café et de quelle façon elle déjeuna. Je la suivis au cabinet de lecture; et je l'épiai longtemps pendant qu'elle cherchait dans les gazettes, avec des yeux actifs, jadis brûlés par les larmes, des nouvelles d'un intérêt puissant et personnel.

Enfin, dans l'après-midi, sous un ciel d'automne charmant, un de ces ciels d'où descendent en foule les regrets et les souvenirs, elle s'assit à l'écart dans un jardin, pour entendre, loin de la foule, un de ces concerts dont la musique des régiments gratifie le peuple parisien. C'était sans doute là la petite débauche de cette vieille innocente ou de cette vieille purifiée , la consolation bien gagnée d'une de ces lourdes journées sans ami, sans causerie, sans joie, sans confident, que Dieu laissait tomber sur elle, depuis bien des ans peut-être!

Je ne puis jamais m'empêcher de jeter un regard, sinon universellement sympathique, au moins curieux, sur la foule de parias qui se pressent autour de l'enceinte d'un concert public. L'orchestre jette à travers la nuit des chants de fête, de triomphe ou de volupté. Les robes traînent en miroitant; les regards se croisent; les oisifs, fatigués de n'avoir rien fait, se dandinent, feignant de déguster indolemment la musique.

Ici rien que de riche, d'heureux; rien qui ne respire et n'inspire l'insouciance et le plaisir de se laisser vivre; rien, excepté l'aspect de cette tourbe qui s'appuie là-bas sur la barrière extérieure, attrapant gratis, au gré du vent, un lambeau de musique, et regardant l'étincelante fournaise intérieure. C'est toujours chose intéressante que ce reflet de la joie du riche au fond de l'oeil du pauvre.

Mais ce jour-là, à travers ce peuple vêtu de blouses et d'indienne, j'aperçus un être dont la noblesse faisait un éclatant contraste avec toute la trivialité environnante. C'était une femme grande, majestueuse, et si noble dans tout son air, que je n'ai pas souvenir d'avoir vu sa pareille dans les collections des aristocratiques beautés du passé.

Un parfum de hautaine vertu émanait de toute sa personne. Son visage, triste et amaigri, était en parfaite accordance avec le grand deuil dont elle était revêtue. Elle aussi, comme la plèbe à laquelle elle s'était mêlée et qu'elle ne voyait pas, elle regardait le monde lumineux avec un oeil profond, et elle écoutait en hochant doucement la tête. Pourquoi donc reste-t-elle volontairement dans un milieu où elle fait une tache si éclatante?

La grande veuve tenait par la main un enfant comme elle vêtu de noir; si modique que fût le prix d'entrée, ce prix suffisait peut-être pour payer un des besoins du petit être, mieux encore, une superfluité, un jouet. Et elle sera rentrée à pied, méditant et rêvant, seule, toujours seule; car l'enfant est turbulent, égoïste, sans douceur et sans patience; et il ne peut même pas, comme le pur animal, comme le chien et le chat, servir de confident aux douleurs solitaires.

Le vedove Vauvenargues dice che nei giardini pubblici ci sono viali frequentati soprattutto dall'ambizione delusa, dagli inventori disgraziati, dalle glorie abortite, dai cuori infranti, da tutte quelle anime tumultuose e chiuse nelle quali risuonano ancora gli ultimi sospiri d'un uragano, e che indietreggiano per allontanarsi dallo sguardo insolente dei felici e degli oziosi.

Questi ombrosi ritiri sono il luogo di appuntamento dei sinistrati della vita. È soprattutto verso questi luoghi che il poeta e il filosofo amano dirigere le loro avide congetture. Là trovano un sicuro nutrimento. Perché se c'è qualcosa che non si degnano di frequentare, è soprattutto, come ho suggerito poco fa, la gioia dei ricchi.

Questa chiassosa vuotaggine non ha nulla che li attiri. Un occhio esercitato non si sbaglia mai in proposito. Vi siete mai accorti delle vedove sedute su quelle solitarie panchine? Che portino o no il lutto, è facile riconoscerle. Del resto, nel lutto del povero c'è sempre qualcosa che manca, un'assenza d'armonia che lo rende più straziante. È costretto a lesinare sul proprio dolore. Il ricco, invece, il suo se lo porta al gran completo.

Qual è la vedova più triste e più rattristante: Mi è capitato una volta di seguire per ore una di queste vecchie afflitte: La sua assoluta solitudine evidentemente la condannava ad abitudini da vecchio scapolo; e questo carattere maschile dei suoi costumi aggiungeva qualcosa di provocante e di misterioso alla loro austerità. Non so in quale miserabile caffè e in che modo pranzasse. La seguii in una sala di lettura; la spiai a lungo mentre con occhi attenti, che le lacrime un tempo avevano bruciato, cercava sfogliando i giornali notizie capaci di suscitarle un interesse violentemente personale.

Infine, nel pomeriggio, sotto un cielo incantevole d'autunno, un cielo da cui scendeva una folla di rimpianti e di ricordi, si sedette in un giardino pubblico, in disparte, per ascoltare lontana dalla folla uno di quei concerti con cui le bande militari rallegrano il popolo parigino.

Doveva essere proprio quello il piccolo piacere vizioso dell'innocente vecchia di quella vecchia purificata ; la meritata consolazione di una di quelle soffocanti giornate senza amici, senza conversazione, senza gioia, senza confidenze, che Dio lasciava cadere su di lei trecentosessantacinque volte l'anno, forse già da molti anni.

Non so impedirmi di gettare uno sguardo almeno curioso, se non di universale simpatia, sulla folla dei paria che si accalcano intorno al recinto di un pubblico concerto. L'orchestra lancia nella notte i suoi canti festivi, trionfali o voluttuosi; le vesti femminili sontuosamente strusciano; si incrociano gli sguardi; gli oziosi, stanchi del non far niente, ciondolano fingendo di gustare indolentemente la musica. Niente che non sia ricco, felice; niente che non respiri e non ispiri spensieratezza e piacere di lasciarsi vivere; niente, tranne l'aspetto di questa turba che laggiù si appoggia allo steccato esterno afferrando gratis, secondo il capriccio del vento, un brandello di musica, e guardando la scintillante fornace che si intravede all'interno.

Questo riflettersi della gioia del ricco in fondo all'occhio del povero, è sempre interessante. Ma quel giorno, in mezzo a quel popolo in grembiule e in blusa di cotone, ho notato una creatura la cui nobiltà contrastava violentemente con la trivialità circostante. Un aroma di altera virtù emanava da tutta la sua persona. Il suo viso triste e smagrito era in perfetto accordo con il lutto dei suoi vestiti. Come la plebe a cui si era mescolata e della quale non si curava, anche lei rivolgeva uno sguardo assorto a quel mondo luminoso e ascoltava la musica dondolando appena la testa.

Quella superba vedova teneva per mano un bambino, come lei vestito di nero; per quanto modico fosse il prezzo del biglietto, sarebbe stato probabilmente sufficiente a pagare qualcosa di necessario per il bambino, o, meglio ancora, qualcosa di superfluo, per esempio un giocattolo.

Le vieux saltimbanque Partout s'étalait, se répandait, s'ébaudissait le peuple en vacances. C'était une de ces solennités sur lesquelles, pendant un long temps, comptent les saltimbanques, les faiseurs de tours, les montreurs d'animaux et les boutiquiers ambulants, pour compenser les mauvais temps de l'année. En ces jours-là il me semble que le peuple oublie tout, la douceur et le travail; il devient pareil aux enfants.

Pour les petits c'est un jour de congé, c'est l'horreur de l'école renvoyée à vingt-quatre heures. Pour les grands c'est un armistice conclu avec les puissances malfaisantes de la vie, un répit dans la contention et la lutte universelles.

L'homme du monde lui-même et l'homme occupé de travaux spirituels échappent difficilement à l'influence de ce jubilé populaire. Ils absorbent, sans le vouloir, leur part de cette atmosphère d'insouciance.

Pour moi, je ne manque jamais, en vrai. Parisien, de passer la revue de toutes les baraques qui se pavanent à ces époques solennelles. Elles se faisaient, en vérité, une concurrence formidable: C'était un mélange de cris, de détonations de cuivre et d'explosions de fusées.

Les queues-rouges et les Jocrisses convulsaient les traits de leurs visages basanés, racornis par le vent, la pluie et le soleil; ils lançaient, avec l'aplomb des comédiens sûrs de leurs effets, des bons mots et des plaisanteries d'un comique solide et lourd comme celui de Molière. Les Hercules, fiers de l'énormité de leurs membres, sans front et sans crâne, comme les orangs-outangs, se prélassaient majestueusement sous les maillots lavés la veille pour la circonstance.

Les danseuses, belles comme des fées ou des princesses, sautaient et cabriolaient sous le feu des lanternes qui remplissaient leurs jupes d'étincelles. Tout n'était que lumière, poussière, cris, joie, tumulte; les uns dépensaient, les autres gagnaient, les uns et les autres également joyeux. Les enfants se suspendaient aux jupons de leurs mères pour obtenir quelque bâton de sucre, ou montaient sur les épaules de leurs pères pour mieux voir un escamoteur éblouissant comme un dieu.

Et partout circulait, dominant tous les parfums, une odeur de friture qui était comme l'encens de cette fête. Au bout, à l'extrême bout de la rangée de baraques, comme si, honteux, il s'était exilé lui-même de toutes ces splendeurs, je vis un pauvre saltimbanque, voûté, caduc, décrépit, une ruine d'homme, adossé contre un des poteaux de sa cahute; une cahute plus misérable que celle du sauvage le plus abruti, et dont deux bouts de chandelles, coulants et fumants, éclairaient trop bien encore la détresse.

Partout la joie, le gain, la débauche; partout la certitude du pain pour les lendemains; partout l'explosion frénétique de la vitalité. Ici la misère absolue, la misère affublée, pour comble d'horreur, de haillons comiques, où la nécessité, bien plus que l'art, avait introduit le contraste.

Il ne riait pas, le misérable! Il ne pleurait pas, il ne dansait pas, il ne gesticulait pas, il ne criait pas; il ne chantait aucune chanson, ni gaie ni lamentable, il n'implorait pas. Il était muet et immobile. Il avait renoncé, il avait abdiqué.

Sa destinée était faite. Mais quel regard profond, inoubliable, il promenait sur la foule et les lumières, dont le flot mouvant s'arrêtait à quelques pas de sa répulsive misère! Je sentis ma gorge serrée par la main terrible de l'hystérie, et il me sembla que mes regards étaient offusqués par ces larmes rebelles qui ne veulent pas tomber.

A quoi bon demander à l'infortuné quelle curiosité, quelle merveille il avait à montrer dans ces ténèbres puantes, derrière son rideau déchiqueté? En vérité, je n'osais; et, dût la raison de ma timidité vous faire rire, j'avouerai que je craignais de l'humilier. Enfin, je venais de me résoudre à déposer en passant quelque argent sur une de ses planches, espérant qu'il devinerait mon intention, quand un grand reflux de peuple, causé par je ne sais quel trouble, m'entraîna loin de lui.

Et, m'en retournant, obsédé par cette vision, je cherchai à analyser ma soudaine douleur, et je me dis: Je viens de voir l'image du vieil homme de lettres qui a survécu à la génération dont il fut le brillant amuseur; du vieux poète sans amis, sans famille, sans enfants, dégradé par sa misère et par l'ingratitude publique, et dans la baraque de qui le monde oublieux ne veut plus entrer! Il vecchio saltimbanco Dappertutto si spandeva il popolo in vacanza.

Si metteva in mostra, se la godeva. Era una di quelle festività sulle quali da sempre fanno conto i saltimbanchi, i giocolieri, gli ammaestratori di animali e i venditori ambulanti per compensare i periodi magri dell'anno. In quei giorni ho l'impressione che il popolo si dimentichi di tutto, sia del dolore sia del lavoro, e che diventi come un bambino. Per i più piccoli è un giorno di vacanza, è l'orrore della scuola che viene rimandato di ventiquattr'ore.

Per i grandi è un armistizio concluso con le potenze malefiche della vita, una tregua nella contesa e nella lotta universali. Neppure l'uomo di mondo e l'uomo occupato in lavori spirituali sfuggono facilmente all'influenza di questo giubileo popolare. Assorbono senza volerlo la loro parte di atmosfera spensierata. Quanto a me, io non manco mai, da vero parigino, di passare in rassegna tutte le bancarelle che vantano le loro offerte in queste ricorrenze festive.

La concorrenza che si facevano era davvero formidabile: Era un miscuglio di grida, un fragore di ottoni, un'esplosione di razzi. Maschere e buffoni storcevano le facce cotte dal sole, raggrinzite dalla pioggia e dal vento; con l'imperturbabile aplomb di attori sicuri del loro effetto, lanciavano le loro battute e le loro beffe, robuste e grevi come la comicità di Molière. Gli Ercoli, fieri dell'enormità delle loro membra, il cranio senza fronte come scimmioni, si esibivano in pose statuarie dentro le loro maglie lavate la sera prima per l'occasione.

Le danzatrici, belle come fate, come principesse, facevano salti e capriole alla luce fiammeggiante dei fanali che riempivano di scintille le loro vesti. Tutto era luce, polvere, grida, gioia, tumulto; gli uni spendevano, gli altri guadagnavano, gli uni e gli altri ugualmente felici.

I bambini si attaccavano alle gonne materne per avere qualche bastoncino di zucchero filato, o salivano sulle spalle dei loro padri per vedere meglio un giocoliere risplendente come un Dio. E dovunque, dominante su tutti i profumi, circolava un odore di frittura, che era come l'incenso particolare di quella festa.

In fondo, all'estremità della fila di bancarelle, come se per vergogna si fosse esiliato da tutti questi splendori, vidi un povero saltimbanco, curvo, cadente, decrepito, un rudere d'uomo, addossato a uno dei pali della sua baracca: Dovunque gioia, guadagno, sfrenatezza; dovunque, la certezza del pane per l'indomani; dovunque, un'esplosione frenetica di vitalità. Qui, la miseria assoluta, la miseria per colmo d'orrore agghindata di comici stracci, contrasto inventato dalla necessità più che dall'arte.

Non rideva, il disgraziato! Non piangeva, non ballava, non gesticolava, non gridava; non cantava nessuna canzone, né allegra né triste, non implorava. Era muto e immobile.

Il suo destino era compiuto. Ma che sguardo profondo, indimenticabile mandava in giro sulla folla e le luci, su quel flusso che si fermava solo a qualche passo dalla sua repulsiva miseria! A che scopo chiedere allo sventurato quale curiosità, quale meraviglia avesse da mostrare in quelle tenebre maleodoranti, dietro la sua tenda sbrindellata?

In verità, non osavo chiedere; e anche se la ragione della mia timidezza dovesse farvi ridere, devo confessare che temevo di umiliarlo. E mentre rientravo, ossessionato da questa visione, tentai di analizzare il mio improvviso dolore, e mi dissi: Ho appena visto l'immagine del vecchio uomo di lettere sopravvissuto alla generazione di cui fu il brillante animatore; del vecchio poeta senza amici, senza famiglia, senza figli, degradato dalla povertà e dall'ingratitudine pubblica, e nella cui baracca la gente immemore non vuole più entrare.

Le Gâteau Je voyageais. Le paysage au milieu duquel j'étais placé était d'une grandeur et d'une noblesse irrésistibles. Il en passa sans doute en ce moment quelque chose dans mon âme. Mes pensées voltigeaient avec une légèreté égale à celle de l'atmosphère; les passions vulgaires, telles que la haine et l'amour profane, m'apparaissaient maintenant aussi éloignées que les nuées qui défilaient au fond des abîmes sous mes pieds; mon âme me semblait aussi vaste et aussi pure que la coupole du ciel dont j'étais enveloppé; le souvenir des choses terrestres n'arrivait à mon coeur qu'affaibli et diminué, comme le son de la clochette des bestiaux imperceptibles qui paissaient loin, bien loin, sur le versant d'une autre montagne.

Sur le petit lac immobile, noir de son immense profondeur, passait quelquefois l'ombre d'un nuage, comme le reflet du manteau d'un géant aérien volant à travers le ciel. Et je me souviens que cette sensation solennelle et rare, causée par un grand mouvement parfaitement silencieux, me remplissait d'une joie mêlée de peur.

Bref, je me sentais, grâce à l'enthousiasmante beauté dont j'étais environné, en parfaite paix avec moi-même et avec l'univers; je crois même que, dans ma parfaite béatitude et dans mon total oubli de tout le mal terrestre, j'en étais venu à ne plus trouver si ridicules les journaux qui prétendent que l'homme est né bon; - quand la matière incurable renouvelant ses exigences, je songeai à réparer la fatigue et à soulager l'appétit causés par une si longue ascension.

Je tirai de ma poche un gros morceau de pain, une tasse de cuir et un flacon d'un certain élixir que les pharmaciens vendaient dans ce temps-là aux touristes pour le mêler dans l'occasion avec de l'eau de neige. Je découpais tranquillement mon pain, quand un bruit très léger me fit lever les yeux.

Devant moi se tenait un petit être déguenillé, noir, ébouriffé, dont les yeux creux, farouches et comme suppliants, dévoraient le morceau de pain. Et je l'entendis soupirer, d'une voix basse et rauque, le mot: Je ne pus m'empêcher de rire en entendant l'appellation dont il voulait bien honorer mon pain presque blanc, et j'en coupai pour lui une belle tranche que je lui offris.

Lentement il se rapprocha, ne quittant pas des yeux l'objet de sa convoitise; puis, happant le morceau avec sa main, se recula vivement, comme s'il eût craint que mon offre ne fût pas sincère ou que je m'en repentisse déjà. Mais au même instant il fut culbuté par un autre petit sauvage, sorti je ne sais d'où, et si parfaitement semblable au premier qu'on aurait pu le prendre pour son frère jumeau.

Ensemble ils roulèrent sur le sol, se disputant la précieuse proie, aucun n'en voulant sans doute sacrifier la moitié pour son frère. Le premier, exaspéré, empoigna le second par les cheveux; celui-ci lui saisit l'oreille avec les dents, et en cracha un petit morceau sanglant avec un superbe juron patois.

Le légitime propriétaire du gâteau essaya d'enfoncer ses petites griffes dans les yeux de l'usurpateur; à son tour celui-ci appliqua toutes ses forces à étrangler son adversaire d'une main, pendant que de l'autre il tâchait de glisser dans sa poche le prix du combat.

Mais, ravivé par le désespoir, le vaincu se redressa et fit rouler le vainqueur par terre d'un coup de tête dans l'estomac. A quoi bon décrire une lutte hideuse qui dura en vérité plus longtemps que leurs forces enfantines ne semblaient le promettre?

Le gâteau voyageait de main en main et changeait de poche à chaque instant; mais, hélas! Ce spectacle m'avait embrumé le paysage, et la joie calme où s'ébaudissait mon âme avant d'avoir vu ces petits hommes avait totalement disparu; j'en restai triste assez longtemps, me répétant sans cesse: Il paesaggio in mezzo a cui mi trovavo era di una grandiosità e nobiltà irresistibili.

I miei pensieri volteggiavano con una leggerezza pari a quella dell'atmosfera; le passioni volgari, come l'odio e l'amore profano, mi apparivano ora tanto lontane quanto le nuvole che filavano via in fondo agli abissi sotto i miei piedi; la mia anima mi sembrava vasta e pura come la volta del cielo da cui ero avvolto; il ricordo delle cose terrestri non arrivava al mio cuore, indebolito e affievolito, come il suono della campanella delle greggi che invisibili passavano lontano, molto lontano, sul versante di un'altra montagna.

Sul laghetto immobile, nero per l'immensa profondità, passava a volte l'ombra di una nuvola, come il riflesso del mantello di un gigante in volo nel cielo. E ricordo che questa sensazione solenne e rara, causata da un grande movimento perfettamente silenzioso, mi riempiva di una gioia mista di paura. Tirai fuori dalla tasca un grosso pezzo di pane, un bicchiere e una boccetta con un certo elisir che allora i farmacisti vendevano ai viaggiatori per mescolarlo, nel caso, con l'acqua di neve.

Tagliavo tranquillamente il mio pane, quando un rumore lievissimo mi fece alzare gli occhi. Davanti a me stava un piccolo essere arruffato, stracciato e nero, i cui occhi infossati, selvaggi e come imploranti divoravano il mio pezzo di pane. Lo sentii sospirare, con una voce bassa e roca, la parola: Non potei impedirmi di ridere sentendo l'appellativo con cui voleva onorare il mio pane quasi del tutto privo di condimenti, e ne tagliai una bella fetta per offrirgliela.

Rotolarono insieme a terra, disputandosi la preziosa preda, nessuno dei due volendo in nessun modo sacrificarne la metà per il proprio fratello. Questo spettacolo mi aveva annebbiato la vista del paesaggio, e la calma gioiosa nella quale la mia anima si beava prima di aver visto in azione questi piccoli uomini, era ormai totalmente scomparsa; me ne rimase a lungo una notevole tristezza, e continuavo a ripetermi: Un jour un missionnaire, se promenant dans la banlieue de Nankin, s'aperçut qu'il avait oublié sa montre, et demanda à un petit garçon quelle heure il était.

Le gamin du céleste Empire hésita d'abord; puis, se ravisant, il répondit: Pour moi, si je me penche vers la belle Féline, la si bien nommée, qui est à la fois l'honneur de son sexe, l'orgueil de mon coeur et le parfum de mon esprit, que ce soit la nuit, que ce soit le jour, dans la pleine lumière ou dans l'ombre opaque, au fond de ses yeux adorables je vois toujours l'heure distinctement, toujours la même, une heure vaste, solennelle, grande comme l'espace, sans divisions de minutes ni de secondes, - une heure immobile qui n'est pas marquée sur les horloges, et cependant légère comme un soupir, rapide comme un coup d'oeil.

Et si quelque importun venait me déranger pendant que mon regard repose sur ce délicieux cadran, si quelque Génie malhonnête et intolérant, quelque Démon du contretemps venait me dire: Que cherches-tu dans les yeux de cet être?

Y vois-tu l'heure, mortel prodigue et fainéant? En vérité, j'ai eu tant de plaisir à broder cette prétentieuse galanterie, que je ne vous demanderai rien en échange. L'orologio I Cinesi leggono l'ora nell'occhio dei gatti. Un giorno un missionario, passeggiando nei sobborghi di Nanchino, si accorse di aver dimenticato l'orologio e chiese a un ragazzino che ora fosse. Il che era assolutamente vero. Quanto a me, se mi chino sulla bella Felina che ben merita un tal nome, pur essendo, nello stesso tempo, l'onore del suo sesso, l'orgoglio del mio cuore e l'aroma del mio spirito - allora, sia giorno oppure notte, in piena luce o nell'ombra opaca, io leggo distintamente nei suoi occhi adorabili sempre la stessa ora, un'ora grande, vasta e solenne come lo spazio, non divisa in minuti né in secondi, un'ora immobile che gli orologi non segnano, e che tuttavia è leggera come un sospiro, veloce come uno sguardo.

E se qualche importuno venisse a disturbarmi mentre i miei occhi riposano su questo delizioso quadrante, se qualche Genio intollerante e villano, se qualche Demonio intempestivo venisse a dirmi: Che cosa cerchi negli occhi di questa creatura? Stai forse guardando che ora è, o mortale prodigo e infingardo? Allora io risponderei senza esitare: Non vi pare, signora, che questo sia un madrigale davvero meritorio, e per di più enfatico proprio come voi?

Un hémisphère dans une chevelure Laisse-moi respirer longtemps, longtemps, l'odeur de tes cheveux, y plonger tout mon visage, comme un homme altéré dans l'eau d'une source, et les agiter avec ma main comme un mouchoir odorant, pour secouer des souvenirs dans l'air. Si tu pouvais savoir tout ce que je vois! Mon âme voyage sur le parfum comme l'âme des autres hommes sur la musique.

Tes cheveux contiennent tout un rêve, plein de voilures et de mâtures; ils contiennent de grandes mers dont les moussons me portent vers de charmants climats, où l'espace est plus bleu et plus profond, où l'atmosphère est parfumée par les fruits, par les feuilles et par la peau humaine. Dans l'océan de ta chevelure, j'entrevois un port fourmillant de chants mélancoliques, d'hommes vigoureux de toutes nations et de navires de toutes formes découpant leurs architectures fines et compliquées sur un ciel immense où se prélasse l'éternelle chaleur.

Dans les caresses de ta chevelure, je retrouve les langueurs des longues heures passées sur un divan, dans la chambre d'un beau navire, bercées par le roulis imperceptible du port, entre les pots de fleurs et les gargoulettes rafraîchissantes.

Dans l'ardent foyer de ta chevelure, je respire l'odeur du tabac mêlé à l'opium et au sucre; dans la nuit de ta chevelure, je vois resplendir l'infini de l'azur tropical; sur les rivages duvetés de ta chevelure je m'enivre des odeurs combinées du goudron, du musc et de l'huile de coco.

Laisse-moi mordre longtemps tes tresses lourdes et noires. Quand je mordille tes cheveux élastiques et rebelles, il me semble que je mange des souvenirs.

L'emisfero dei tuoi capelli Lasciami respirare a lungo, ancora e ancora, l'odore dei tuoi capelli, lascia che io vi immerga il viso come fa l'assetato nell'acqua della sorgente, e che li scuota con la mia mano come un fazzoletto odoroso per farne uscire i ricordi nell'aria.

Se tu potessi sapere tutto quello che vedo, tutto quello che sento, tutto quello che scopro nei tuoi capelli! La mia anima viaggia seguendo un profumo, come l'anima di altri viaggia seguendo una musica. Nei tuoi capelli c'è un intero sogno, pieno di vele e alberature; mari aperti i cui monsoni mi portano verso climi incantati, dove lo spazio è più azzurro e profondo, dove l'aria ha il profumo dei frutti, delle foglie e della pelle umana.

Nell'oceano dei tuoi capelli vedo un porto brulicante di canzoni tristi, di uomini vigorosi dei più diversi paesi, e navi d'ogni forma, le cui intricate, delicate architetture si stagliano nel cielo immenso, invaso da un'immobile calura.

Se carezzo i tuoi capelli, ritrovo il languore delle ore passate su un divano, nella cabina di una bella nave, cullato dal dolce rollio del porto, tra vasi di fiori e terrine rinfrescanti. Nella brace dei tuoi capelli, respiro l'odore di tabacco mescolato all'oppio e allo zucchero; nel buio dei tuoi capelli vedo splendere l'infinito dell'azzurro tropicale; sulle rive muscose dei tuoi capelli mi inebrio degli odori mescolati del catrame, del muschio e dell'olio di cocco.

Lasciami mordere ancora le tue trecce pesanti e nere. Quando prendo a piccoli morsi i tuoi capelli elastici e ribelli, mi sembra di mangiare ricordi. L'invitation au voyage Il est un pays superbe, un pays de Cocagne, dit-on, que je rêve de visiter avec une vieille amie. Pays singulier, noyé dans les brumes de notre Nord, et qu'on pourrait appeler l'Orient de l'Occident, la Chine de l'Europe, tant la chaude et capricieuse fantaisie s'y est donné carrière, tant elle l'a patiemment et opiniâtrement illustré de ses savantes et délicates végétations.

Un vrai pays de Cocagne, où tout est beau, riche, tranquille, honnête; où le luxe a plaisir à se mirer dans l'ordre; où la vie est grasse et douce à respirer; d'où le désordre, la turbulence et l'imprévu sont exclus; où le bonheur est marié au silence; où la cuisine elle-même est poétique, grasse et excitante à la fois; où tout vous ressemble, mon cher ange.

Tu connais cette maladie fiévreuse qui s'empare de nous dans les froides misères, cette nostalgie du pays qu'on ignore, cette angoisse de la curiosité? Il est une contrée qui te ressemble, où tout est beau, riche, tranquille et honnête, où la fantaisie a bâti et décoré une Chine occidentale, où la vie est douce à respirer, où le bonheur est marié au silence.

C'est là qu'il faut aller vivre, c'est là qu'il faut aller mourir! Oui, c'est là qu'il faut aller respirer, rêver et allonger les heures par l'infini des sensations. Un musicien a écrit l'Invitation à la valse; quel est celui qui composera l'Invitation au voyage, qu'on puisse offrir à la femme aimée, à la soeur d'élection?

Oui, c'est dans cette atmosphère qu'il ferait bon vivre, - là-bas, où les heures plus lentes contiennent plus de pensées, où les horloges sonnent le bonheur avec une plus profonde et plus significative solennité. Sur des panneaux luisants, ou sur des cuirs dorés et d'une richesse sombre, vivent discrètement des peintures béates, calmes et profondes, comme les âmes des artistes qui les créèrent.

Les soleils couchants, qui colorent si richement la salle à manger ou le salon, sont tamisés par de belles étoffes ou par ces hautes fenêtres ouvragées que le plomb divise en nombreux compartiments. Les meubles sont vastes, curieux, bizarres, armés de serrures et de secrets comme des âmes raffinées.

Les miroirs, les métaux, les étoffes, l'orfèvrerie et la faïence y jouent pour les yeux une symphonie muette et mystérieuse; et de toutes choses, de tous les coins, des fissures des tiroirs et des plis des étoffes s'échappe un parfum singulier, un revenez-y de Sumatra, qui est comme l'âme de l'appartement.

Un vrai pays de Cocagne, te dis-je, où tout est riche, propre et luisant, comme une belle conscience, comme une magnifique batterie de cuisine, comme une splendide orfèvrerie, comme une bijouterie bariolée!

Les trésors du monde y affluent, comme dans la maison d'un homme laborieux et qui a bien mérité du monde entier. Pays singulier, supérieur aux autres, comme l'Art l'est à la Nature, où celle-ci est réformée par le rêve, où elle est corrigée, embellie, refondue. Qu'ils cherchent, qu'ils cherchent encore, qu'ils reculent sans cesse les limites de leur bonheur, ces alchimistes de l'horticulture!

Qu'ils proposent des prix de soixante et de cent mille florins pour qui résoudra leurs ambitieux problèmes! Moi, j'ai trouvé ma tulipe noire et mon dahlia bleu! Fleur incomparable, tulipe retrouvée, allégorique dahlia, c'est là, n'est-ce pas, dans ce beau pays si calme et si rêveur, qu'il faudrait aller vivre et fleurir?

Ne serais-tu pas encadrée dans ton analogie, et ne pourrais-tu pas te mirer, pour parier comme les mystiques, dans ta propre correspondance? Chaque homme porte en lui sa dose d'opium naturel, incessamment sécrétée et renouvelée, et, de la naissance à la mort, combien comptons-nous d'heures remplies par la jouissance positive, par l'action réussie et décidée? Vivrons-nous jamais, passerons-nous jamais dans ce tableau qu'a peint mon esprit, ce tableau qui te ressemble?

Ces trésors, ces meubles, ce luxe, cet ordre, ces parfums, ces fleurs miraculeuses, c'est toi. C'est encore toi, ces grands fleuves et ces canaux tranquilles. Ces énormes navires qu'ils charrient, tout chargés de richesses, et d'où montent les chants monotones de la manoeuvre, ce sont mes pensées qui dorment ou qui roulent sur ton sein. Tu les conduis doucement vers la mer qui est l'infini, tout en réfléchissant les profondeurs du ciel dans la limpidité de ta belle âme; - et quand, fatigués par la houle et gorgés des produits de l'Orient, ils rentrent au port natal, ce sont encore mes pensées enrichies qui reviennent de l'Infini vers toi.

Invito al viaggio Esiste, dicono, un paese magnifico, un paese di Cuccagna, che io sogno di visitare con una mia vecchia amica. Paese singolare, sprofondato nelle brume del nostro Nord, e che potremmo chiamare l'Oriente dell'Occidente, la Cina dell'Europa, tanto vi si è sbrigliata la calda e capricciosa fantasia, tanto ha saputo illustrarlo, pazientemente, ostinatamente, con le sue sapienti e delicate vegetazioni.

Un vero paese di Cuccagna, dove tutto è bello, ricco, tranquillo, onesto; dove il lusso si compiace di specchiarsi nell'ordine; dove la vita si respira come un odore dolce e grasso; dove il disordine, la turbolenza e l'imprevisto sono banditi; dove la felicità si sposa al silenzio; dove perfino la cucina è poetica, eccitante e grassa al tempo stesso; dove tutto vi somiglia, angelo mio.

Conosci quella febbre malsana che ci assale nel freddo della miseria? C'è una contrada che ti somiglia, dove tutto è bello, ricco, tranquillo e onesto; dove la fantasia ha costruito e decorato una Cina occidentale; dove è dolce respirare la vita; dove la felicità si sposa al silenzio.

Là bisogna andare a vivere, a morire! Un musicista ha scritto l'Invito al valzer. Chi comporrà l'Invito al viaggio da offrire alla donna amata, alla sorella elettiva? Sui lucidi pannelli, sul cuoio dorato, ricco e cupo, vivono con discrezione pitture beate, calme e profonde come le anime degli artisti che le crearono.

I mobili sono vasti, bizzarri e armati di serrature segrete come anime raffinate. Gli specchi, i metalli, le stoffe, l'oreficeria e la ceramica eseguono per gli occhi una sinfonia misteriosa e muta; da ogni cosa, da ogni angolo, dalle fessure dei cassetti e dalle pieghe delle stoffe esala un singolare profumo, un profumo di Sumatra che è come l'anima dell'appartamento. Un vero paese di Cuccagna: Là affluiscono i tesori del mondo come nella casa di un uomo laborioso che ha ben meritato dal mondo intero.

Cerchino, cerchino pure, questi alchimisti dell'agricoltura, spingano indietro e allarghino i confini della loro felicità! Promettano pure premi di sessanta, di centomila fiorini a chi risolverà i problemi della loro ambizione! Io, il mio tulipano nero, la mia dalia azzurra, li ho già trovati! Fiore incomparabile, tulipano ritrovato, allegorica dalia, è in quel paese, non è vero?

Tu saresti incorniciata nella tua analogia, e potresti specchiarti, per dirla con i mistici, nella tua propria corrispondenza E più l'anima è ambiziosa e delicata, più i sogni la allontanano dal possibile. Ogni uomo porta in sé la sua dose di oppio naturale, incessantemente versata e rinnovata: Vivremo mai, entreremo mai in questo bel quadro dipinto dalla mia immaginazione, in questo quadro che ti somiglia? Quei tesori, quei mobili, quel lusso, quell'ordine, quei profumi, quei fiori miracolosi, sono te.

Quei grandi fiumi, quei canali tranquilli: Quei bastimenti enormi e carichi, stipati di ricchezze, e da cui si leva la monotonia dei canti di manovra, sono i miei pensieri che dormono, che scorrono sul tuo seno.

Tu li conduci dolcemente verso il mare dell'Infinito, mentre riflettono le profondità del cielo nella tua limpida e bella anima; - e quando, stanchi dell'onda e sazi dei prodotti dell'Oriente, rientrano nel porto natale, sono ancora i miei pensieri, più ricchi, che dall'infinito tornano a te.

Le joujou du pauvre Je veux donner l'idée d'un divertissement innocent. Il y a si peu d'amusements qui ne soient pas coupables!

Quand vous sortirez le matin avec l'intention décidée de flâner sur les grandes routes, remplissez vos poches de petites inventions à un sol, - telles que le polichinelle plat mû par un seul fil, les forgerons qui battent l'enclume, le cavalier et son cheval dont la queue est un sifflet, - et le long des cabarets, au pied des arbres, faites-en hommage aux enfants inconnus et pauvres que vous rencontrerez.

Vous verrez leurs yeux s'agrandir démesurément. D'abord ils n'oseront pas prendre; ils douteront de leur bonheur. Puis leurs mains agripperont vivement le cadeau, et ils s'enfuiront comme font les chats qui vont manger loin de vous le morceau que vous leur avez donné, ayant appris à se défier de l'homme. Sur une route, derrière la grille d'un vaste jardin, au bout duquel apparaissait la blancheur d'un joli château frappé par le soleil, se tenait un enfant beau et frais, habillé de ces vêtements de campagne si pleins de coquetterie.

Le luxe, l'insouciance et le spectacle habituel de la richesse, rendent ces enfants-là si jolis, qu'on les croirait faits d'une autre pâte que les enfants de la médiocrité ou de la pauvreté.

A côté de lui, gisait sur l'herbe un joujou splendide, aussi frais que son maître, verni, doré, vêtu d'une robe pourpre, et couvert de plumets et de verroteries. Mais l'enfant ne s'occupait pas de son joujou préféré, et voici ce qu'il regardait: De l'autre côté de la grille, sur la route, entre les chardons et les orties, il y avait un autre enfant, sale, chétif, fuligineux, un de ces marmots-parias dont un oeil impartial découvrirait la beauté, si, comme l'oeil du connaisseur devine une peinture idéale sous un vernis de carrossier, il le nettoyait de la répugnante patine de la misère.

A travers ces barreaux symboliques séparant deux mondes, la grande route et le château, l'enfant pauvre montrait à l'enfant riche son propre joujou, que celui-ci examinait avidement comme un objet rare et inconnu. Or, ce joujou, que le petit souillon agaçait, agitait et secouait dans une boîte grillée, c'était un rat vivant! Les parents, par économie sans doute, avaient tiré le joujou de la vie elle-même. Et les deux enfants se riaient l'un à l'autre fraternellement, avec des dents d'une égale blancheur.

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Ma un colpo terribile, pesante, è risuonato alla porta, e, come nei sogni infernali, mi è sembrato di ricevere un colpo di piccone allo stomaco. Poi uno Spettro è entrato. È un usciere che viene a torturarmi in nome della legge; è un'infame concubina che viene a piangere miseria e ad aggiungere le trivialità della sua vita ai dolori della mia; o forse è il galoppino di un direttore di giornale, che viene a reclamare un altro pezzo del manoscritto.

La stanza di paradiso, l'idolo, la sovrana dei sogni, la Silfide, come diceva il grande René, tutta questa magia è sparita con il colpo brutale battuto dallo Spettro. Il camino senza fiamma e senza brace, lordato di sputi; le tristi finestre su cui la pioggia ha lasciato scie polverose; i manoscritti cancellati o incompleti; il calendario su cui la matita ha segnato date sinistre. E quel profumo d'un altro mondo, di cui mi inebriavo con perfezionata sensibilità, eccolo ahimè rimpiazzato da un odore disgustoso di tabacco, mescolato a qualcosa di ammuffito e di nauseante.

Ora qui si respira il puzzo rancido della desolazione. Il Tempo regna sovrano, ora. Ora i secondi sono fortemente, solennemente scanditi, ve lo assicuro. E ognuno di loro, saltando fuori dalla pendola, dice: C'è solo un Secondo nella vita umana che abbia la missione di annunciare una buona novella, la buona novella che provoca in tutti un'inspiegabile paura.

Ha ripreso la sua brutale dittatura. E mi spinge, come se fossi un bue, col suo doppio pungolo. Chacun sa chimère Sous un grand ciel gris, dans une grande plaine poudreuse, sans chemins, sans gazon, sans un chardon, sans une ortie, je rencontrai plusieurs hommes qui marchaient courbés.

Chacun d'eux portait sur son dos une énorme Chimère, aussi lourde qu'un sac de farine ou de charbon, ou le fourniment d'un fantassin romain. Mais la monstrueuse bête n'était pas un poids inerte; au contraire, elle enveloppait et opprimait l'homme de ses muscles élastiques et puissants; elle s'agrafait avec ses deux vastes griffes à la poitrine de sa monture; et sa tête fabuleuse surmontait le front de l'homme, comme un de ces casques horribles par lesquels les anciens guerriers espéraient ajouter à la terreur de l'ennemi.

Je questionnai l'un de ces hommes, et je lui demandai où ils allaient ainsi. Il me répondit qu'il n'en savait rien, ni lui, ni les autres; mais qu'évidemment ils allaient quelque part, puisqu'ils étaient poussés par un invincible besoin de marcher. Chose curieuse à noter: Tous ces visages fatigués et sérieux ne témoignaient d'aucun désespoir; sous la coupole spleenétique du ciel, les pieds plongés dans la poussière d'un sol aussi désolé que ce ciel, ils cheminaient avec la physionomie résignée de ceux qui sont condamnés à espérer toujours.

Et le cortège passa à côté de moi et s'enfonça dans l'atmosphère de l'horizon, à l'endroit où la surface arrondie de la planète se dérobe à la curiosité du regard humain.

Et pendant quelques instants je m'obstinai à vouloir comprendre ce mystère; mais bientôt l'irrésistible Indifférence s'abattit sur moi, et j'en fus plus lourdement accablé qu'ils ne l'étaient eux-mêmes par leurs écrasantes Chimères.

A ciascuno la sua chimera Sotto un gran cielo grigio, in una grande pianura polverosa, senza strade, senza erba, senza un cardo, senza un'ortica, incontrai degli uomini che camminavano curvi.

Ognuno portava sulla schiena un'enorme Chimera, pesante come un sacco di farina o di carbone, o come l'equipaggiamento di un fante romano. Ma la bestia mostruosa non era un peso inerte; avviluppava l'uomo con i suoi muscoli elastici e possenti; si aggrappava con gli artigli delle larghe zampe al petto della sua cavalcatura; e la sua testa fantastica sormontava la fronte dell'uomo come uno di quegli orribili elmi con i quali gli antichi guerrieri speravano di incutere terrore al nemico.

Mi rivolsi ad uno di questi uomini, e gli chiesi dove andavano in quel modo. Mi rispose che non ne sapeva niente, né lui né gli altri, ma che evidentemente andavano da qualche parte, perché si sentivano spinti da un invincibile bisogno di camminare. Cosa strana, nessuno di questi viaggiatori sembrava avercela contro la bestia feroce che teneva attaccata al collo, incollata alla schiena; si sarebbe detto che la considerasse una parte di sé.

Tutti quei visi affaticati e seri non davano nessun segno di disperazione; sotto la cupola splenetica del cielo, i piedi affondati nella polvere di un suolo non meno desolato di quel cielo, camminavano con l'espressione rassegnata di chi è condannato a sperare sempre. Ancora per qualche istante mi ostinai a voler capire questo mistero; ma ben presto l'irresistibile Indifferenza si abbatté su di me, e fui oppresso dal suo peso più di quanto fossero loro stessi da quelle schiaccianti Chimere.

Le Fou et la Vénus Quelle admirable journée! Le vaste parc se pâme sous l'oeil brûlant du soleil, comme la jeunesse sous la domination de l'Amour. L'extase universelle des choses ne s'exprime par aucun bruit; les eaux elles-mêmes sont comme endormies.

Bien différente des fêtes humaines, c'est ici une orgie silencieuse. On dirait qu'une lumière toujours croissante fait de plus en plus étinceler les objets; que les fleurs excitées brûlent du désir de rivaliser avec l'azur du ciel par l'énergie de leurs couleurs, et que la chaleur, rendant visibles les parfums, les fait monter vers l'astre comme des fumées. Cependant, dans cette jouissance universelle, j'ai aperçu un être affligé. Aux pieds d'une colossale Vénus, un de ces fous artificiels, un de ces bouffons volontaires chargés de faire rire les rois quand le Remords ou l'Ennui les obsède, affublé d'un costume éclatant et ridicule, coiffé de cornes et de sonnettes, tout ramassé contre le piédestal, lève des yeux pleins de larmes vers l'immortelle Déesse.

Et ses yeux disent: Cependant je suis fait, moi aussi, pour comprendre et sentir l'immortelle Beauté! Il matto e la Venere Giornata meravigliosa! Il vasto parco si bea sotto lo sguardo ardente del sole, come la giovinezza sotto il dominio dell'Amore.

L'estasi universale delle cose non si esprime in nessun rumore. Anche le acque sono come addormentate. Quest'orgia silenziosa è ben diversa dalle feste umane. Si direbbe che una luce crescente faccia scintillare sempre di più gli oggetti; che i fiori, eccitati, brucino dal desiderio di competere con l'azzurro del cielo nell'energia dei loro colori, e che il caldo, rendendo visibili i profumi, li faccia salire come vapore verso l'astro diurno.

Eppure, in questo godimento universale, ho scorto un essere afflitto. Ai piedi di una Venere colossale, uno di quei pazzi artificiali, uno di quei buffoni volontari incaricati di far ridere i re quando i Rimorsi o la Noia li assillano, tutto agghindato nel suo costume sgargiante e ridicolo, con in testa corni e sonagli, curvo e inginocchiato contro il piedistallo, alza gli occhi pieni di lacrime verso la Dea immortale. E i suoi occhi dicono: Eppure anch'io sono fatto per comprendere e sentire la Bellezza immortale.

Abbi pietà della mia tristezza e del mio delirio! Ma l'implacabile Venere guarda lontano non so che cosa con i suoi occhi di marmo. Le chien et le flacon "- Mon beau chien, mon bon chien, mon cher toutou, approchez et venez respirer un excellent parfum acheté chez le meilleur parfumeur de la ville.

Ainsi, vous-même, indigne compagnon de ma triste vie, vous ressemblez au public, à qui il ne faut jamais présenter des parfums délicats qui l'exaspèrent, mais des ordures soigneusement choisies. Anche tu, indegno compagno della mia triste vita, somigli al pubblico: Le mauvais vitrier Il y a des natures purement contemplatives et tout à fait impropres à l'action, qui cependant, sous une impulsion mystérieuse et inconnue, agissent quelquefois avec une rapidité dont elles se seraient crueselles-mêmes incapables.

Tel qui, craignant de trouver chez son concierge une nouvelle chagrinante, rôde lâchement une heure devant sa porte sans oser rentrer, tel qui garde quinze jours une lettre sans la décacheter, ou ne se résigne qu'au bout de six mois à opérer une démarche nécessaire depuis un an, se sentent quelquefois brusquement précipités vers l'action par une force irrésistible, comme la flèche d'un arc. Le moraliste et le médecin, qui prétendent tout savoir, ne peuvent pas expliquer d'où vient si subitement une si folle énergie à ces âmes paresseuses et voluptueuses, et comment, incapables d'accomplir les choses les plus simples et les plus nécessaires, elles trouvent à une certaine minute un courage de luxe pour exécuter les actes les plus absurdes et souvent même les plus dangereux.

Un de mes amis, le plus inoffensif rêveur qui ait existé, a mis une fois le feu à une forêt pour voir, disait-il, si le feu prenait avec autant de facilité qu'on l'affirme généralement. Dix fois de suite, l'expérience manqua; mais, à la onzième, elle réussit beaucoup trop bien. Un autre allumera un cigare à côté d'un tonneau de poudre, pour voir, pour savoir, pour tenter la destinée, pour se contraindre lui-même à faire preuve d'énergie, pour faire le joueur, pour connaître les plaisirs de l'anxiété, pour rien, par caprice, par désoeuvrement.

C'est une espèce d'énergie qui jaillit de l'ennui et de la rêverie; et ceux en qui elle se manifeste si inopinément sont, en général, comme je l'ai dit, les plus indolents et les plus rêveurs des êtres. Un autre, timide à ce point qu'il baisse les yeux même devant les regards des hommes, à ce point qu'il lui faut rassembler toute sa pauvre volonté pour entrer dans un café ou passer devant le bureau d'un théâtre, où les contrôleurs lui paraissent investis de la majesté de Minos, d'Eaque et de Rhadamante, sautera brusquement au cou d'un vieillard qui passe à côté de lui et l'embrassera avec enthousiasme devant la foule étonnée.

Peut-être; mais il est plus légitime de supposer que lui-même il ne sait pas pourquoi. J'ai été plus d'une fois victime de ces crises et de ces élans, qui nous autorisent à croire que des Démons malicieux se glissent en nous et nous font accomplir, à notre insu, leurs plus absurdes volontés.

Un matin je m'étais levé maussade, triste, fatigué d'oisiveté, et poussé, me semblait-il, à faire quelque chose de grand, une action d'éclat; et j'ouvris la fenêtre, hélas! Observez, je vous prie, que l'esprit de mystification qui, chez quelques personnes, n'est pas le résultat d'un travail ou d'une combinaison, mais d'une inspiration fortuite, participe beaucoup, ne fût-ce que par l'ardeur du désir, de cette humeur, hystérique selon les médecins, satanique selon ceux qui pensent un peu mieux que les médecins, qui nous pousse sans résistance vers une foule d'actions dangereuses ou inconvenantes.

La première personne que j'aperçus dans la rue, ce fut un vitrier dont le cri perçant, discordant, monta jusqu'à moi à travers la lourde et sale atmosphère parisienne. Il me serait d'ailleurs impossible de dire pourquoi je fus pris à l'égard de ce pauvre homme d'une haine aussi soudaine que despotique. Cependant je réfléchissais, non sans quelque gaieté, que, la chambre étant au sixième étage et l'escalier fort étroit, l'homme devait éprouver quelque peine à opérer son ascension et accrocher en maint endroit les angles de sa fragile marchandise.

Impudent que vous êtes! Je m'approchai du balcon et je me saisis d'un petit pot de fleurs, et quand l'homme reparut au débouché de la porte, je laissai tomber perpendiculairement mon engin de guerre sur le rebord postérieur de ses crochets; et le choc le renversant, il acheva de briser sous son dos toute sa pauvre fortune ambulatoire qui rendit le bruit éclatant d'un palais de cristal crevé par la foudre.

Et, ivre de ma folie, le lui criai furieusement: Mais qu'importe l'éternité de la damnation à qui a trouvé dans une seconde l'infini de la jouissance? Il cattivo vetraio Ci sono nature puramente contemplative e del tutto inadatte all'azione, che, tuttavia, spinte da non si sa quale impulso misterioso, agiscono a volte con una rapidità di cui esse stesse mai si sarebbero credute capaci.

Come chi, per paura di trovare dal portinaio una brutta notizia, continua vigliaccamente a girare per un'ora intera davanti alla porta di casa propria senza trovare il coraggio di entrare; o come chi si tiene in tasca una lettera per quindici giorni senza aprirla, o che fa passare sei mesi prima di decidersi a intraprendere qualcosa che già da un anno aspettava una decisione: Un altro si metterà ad accendere il sigaro accanto a un barile di polvere da sparo, per vedere, per sapere, per tentare il destino, per costringersi a dare prova di energia, per giocare d'azzardo, per conoscere il piacere dell'ansia, per niente, per capriccio, per fare semplicemente qualcosa.

Un altro, timido al punto da abbassare gli occhi di fronte a chiunque, e che deve fare appello a tutta la sua scarsa forza di volontà per entrare in un caffè o per passare davanti alla cassa di un teatro, perché i bigliettai gli fanno tutti l'impressione di maestosi Minosse, Eaco e Radamanto, ecco che costui potrà saltare all'improvviso al collo di un vecchio che gli passa accanto, per abbracciarlo con entusiasmo sotto gli occhi della folla sbalordita.

E purtroppo aprii la finestra! Vi prego di osservare che lo spirito di mistificazione, che in alcune persone non è il risultato di un lavoro o di una circostanza, ma di un'ispirazione fortuita, partecipa molto, anche solo per l'ardore del desiderio, di quell'umore - isterico secondo i medici, satanico secondo coloro che ne sanno un po' più dei medici - che ci spinge a compiere senza opporre resistenza una serie di azioni pericolose o sconvenienti.

La prima persona che scorsi nella strada fu un vetraio il cui grido acuto e stridente saliva fino a me nella greve e sudicia atmosfera parigina. Intanto riflettevo, non senza allegria, che, essendo la stanza al sesto piano e la scala molto stretta, l'uomo avrebbe dovuto penare alquanto per compiere la sua ascesa e far passare senza danno in diverse strettoie gli spigoli della sua fragile mercanzia. Esaminai con curiosità tutti i suoi vetri e gli dissi: Non avete vetri colorati?

Vetri rosa, rossi, blu, vetri magici, vetri di paradiso? Osate andarvene in giro per i quartieri poveri senza nemmeno avere dei vetri che facciano vedere più bella la vita! E io, ebbro della mia follia, gli gridavo furiosamente dietro: Ma che cosa importa l'eternità della dannazione a chi ha trovato nell'attimo l'infinito del godimento? À une heure du matin Enfin! On n'entend plus que le roulement de quelques fiacres attardés et éreintés. Pendant quelques heures, nous posséderons le silence, sinon le repos.

D'abord, un double tour à la serrure. Il me semble que ce tour de clef augmentera ma solitude et fortifiera les barricades qui me séparent actuellement du monde.

Voyez-le, et puis nous verrons"; m'être vanté pourquoi? Mécontent de tous et mécontent de moi, je voudrais bien me racheter et m'enorgueillir un peu dans le silence et la solitude de la nuit. Ames de ceux que j'ai aimés, âmes de ceux que j'ai chantés, fortifiez-moi, soutenez-moi, éloignez de moi le mensonge et les vapeurs corruptrices du monde, et vous, Seigneur mon Dieu! All'una di notte Finalmente solo! Ormai si sentono soltanto le ruote di qualche carrozza attardata e sfinita. Finalmente mi è dunque concesso di distendermi in un bagno di tenebre!

Per prima cosa, una doppia mandata alla serratura. Questo giro di chiave aumenterà il senso della mia solitudine e fortificherà le barricate che attualmente mi separano dal mondo. Scontento di tutti e di me stesso, vorrei proprio riscattarmi e inorgoglirmi un po' nel silenzio e nella solitudine della notte. Anime di coloro che ho amato, anime di chi ho cantato, datemi forza, sostenetemi, tenete lontana da me la menzogna e la corruzione che esalano dal mondo; e voi, mio Signore Iddio, accordatemi la grazia di produrre qualche bel verso che provi a me stesso che non sono l'ultimo degli uomini, che non sono più in basso di coloro che disprezzo.

La Femme sauvage "Vraiment, ma chère, vous me fatiguez sans mesure et sans pitié; on dirait, à vous entendre soupirer, que vous souffrez plus que les glaneuses sexagénaires et que les vieilles mendiantes qui ramassent des croûtes de pain à la porte des cabarets. Et puis, vous ne cessez de vous répandre en paroles inutiles: Consolez-moi par-ci, caressez-moi par-là! L'autre monstre, celui qui crie à tue-tête, un bâton à la main, est un mari.

Il a enchaîné sa femme légitime comme une bête, et il la montre dans les faubourgs, les jours de foire, avec permission des magistrats, cela va sans dire. Voyez avec quelle voracité non simulée peut-être! Aussi les yeux lui sortent maintenant de la tête, elle hurle plus naturellement. Dans sa rage, elle étincelle tout entière, comme le fer qu'on bat. Cette femme est incontestablement malheureuse, quoique après tout, peut-être, les jouissances titillantes de la gloire ne lui soient pas inconnues.

Il y a des malheurs plus irrémédiables, et sans compensation. Mais dans le monde où elle a été jetée, elle n'a jamais pu croire que la femme méritât une autre destinée. A voir les enfers dont le monde est peuplé, que voulez-vous que je pense de votre joli enfer, vous qui ne reposez que sur des étoffes aussi douces que votre peau, qui ne mangez que de la viande cuite, et pour qui un domestique habile prend soin de découper les morceaux?

Et toutes ces affectations apprises dans les livres, et cette infatigable mélancolie, faite pour inspirer au spectateur un tout autre sentiment que la pitié? En vérité, il me prend quelquefois envie de vous apprendre ce que c'est que le vrai malheur. Si vous méprisez le soliveau ce que je suis maintenant, comme vous savez bien , gare la grue qui vous croquera, vous gobera et vous tuera à son plaisir!

E poi non la finite più di diffondervi in vane parole: Consolatemi qui, accarezzatemi là! Forse troveremo il modo: È cioè una donna. L'altro mostro, quello che grida a squarciagola con un bastone in mano, è un marito.

Ha incatenato come una bestia la sua legittima sposa, e la mette in mostra nei mercati di periferia, nei giorni di fiera, naturalmente con tanto di autorizzazione ufficiale. Guardate con che voracità forse non simulata! E dopo queste sagge parole, le strappa crudelmente la preda, le cui interiora rovesciate restano ancora attaccate ai denti della bestia feroce, della donna, voglio dire.

Una bella bastonata per calmarla un po', dal momento che manda terribili occhiate di ingordigia sul cibo che le è stato portato via. Non li avete sentiti come risuonano i colpi sulla carne nonostante quel pelame posticcio?

Manda faville da tutte le parti, per la rabbia, come il ferro quando viene battuto. La donna è indubbiamente un'infelice, anche se dopotutto forse non ignora le stuzzicanti gioie della gloria.

Ci sono disgrazie più irrimediabili, e senza compenso. Ma nel mondo nel quale è stata gettata, lei non ha mai potuto credere che la donna meritasse un destino diverso. Considerando gli inferni di cui il mondo è popolato, che cosa volete che pensi del vostro grazioso inferno, e di voi che riposate soltanto su stoffe morbide come la vostra pelle, che mangiate solo carne cotta, tagliata a pezzettini da un abile e solerte domestico? E tutte queste smancerie, questa instancabile malinconia fatta per ispirare allo spettatore tutt'altro sentimento che la pietà?

Vi confesso che a volte mi viene voglia di insegnarvi che cos'è la vera infelicità. Se disprezzate il travicello che ora sono io, come ben sapete , attenta alla gru che vi sgranocchierà, vi ingoierà e vi ammazzerà a piacer suo!

Les Foules Il n'est pas donné à chacun de prendre un bain de multitude: Qui ne sait pas peupler sa solitude, ne sait pas non plus être seul dans une foule affairée. Le poète jouit de cet incomparable privilège, qu'il peut à sa guise être lui-même et autrui. Comme ces âmes errantes qui cherchent un corps, il entre, quand il veut, dans le personnage de chacun.

Pour lui seul, tout est vacant; et si de certaines places paraissent lui êtres fermées, c'est qu'à ses yeux elles ne valent pas la peine d'être visitées. Le promeneur solitaire et pensif tire une singulière ivresse de cette universelle communion.

Celui-là qui épouse facilement la foule connaît des jouissances fiévreuses, dont seront éternellement privé l'égoïste, fermé comme un coffre, et le paresseux, interné comme un mollusque. Il adopte comme siennes toutes les professions, toutes les joies et toutes les misères que la circonstance lui présente. Ce que les hommes nomment amour est bien petit, bien restreint et bien faible, comparé à cette ineffable orgie, à cette sainte prostitution de l'âme qui se donne tout entière, poésie et charité, à l'imprévu qui se montre, à l'inconnu qui passe.

Il est bon d'apprendre quelquefois aux heureux de ce monde, ne fût-ce que pour humilier un instant leur sot orgueil, qu'il est des bonheurs supérieurs au leur, plus vastes et plus raffinés. Les fondateurs de colonies, les pasteurs de peuples, les prêtres missionnaires exilés au bout du monde, connaissent sans doute quelque chose de ces mystérieuses ivresses; et, au sein de la vaste famille que leur génie s'est faite, ils doivent rire quelquefois de ceux qui les plaignent pour leur fortune si agitée et pour leur vie si chaste.

Le folle Non a tutti è concesso di prendere un bagno di moltitudine: Chi non sa popolare la sua solitudine, non sa neppure restare solo in mezzo a una folla indaffarata. Il poeta gode di questo incomparabile privilegio: Come quelle anime erranti che cercano un corpo, egli sa entrare, quando vuole, in qualunque personaggio.

Solo per lui tutto è vacante. E se certi luoghi sembrano essergli preclusi, è che ai suoi occhi non valgono la pena di essere visitati. Il passeggiatore solitario e pensoso ricava un'ebbrezza singolare da questa universale comunione.

Colui che facilmente si sposa alla folla, conosce le gioie febbrili di cui resteranno eternamente privati sia l'egoista, chiuso come un forziere, sia il pigro, rintanato come un mollusco. Lui sa fare proprie tutte le professioni, tutte le gioie e tutte le miserie che le circostanze gli offrono. Non foss'altro che per umiliare una volta tanto il loro stupido orgoglio, è bene insegnare ai felici di questo mondo che ci sono felicità superiori alle loro, più vaste e più raffinate.

Les Veuves Vauvenargues dit que dans les jardins publics il est des allées hantées principalement par l'ambition déçue, par les inventeurs malheureux, par les gloires avortées, par les coeurs brisés, par toutes ces âmes tumultueuses et fermées, en qui grondent encore les derniers soupirs d'un orage, et qui reculent loin du regard insolent des joyeux et des oisifs. Ces retraites ombreuses sont les rendez-vous des éclopés de la vie. C'est surtout vers ces lieux que le poète et le philosophe aiment diriger leurs avides conjectures.

Il y a là une pâture certaine. Car s'il est une place qu'ils dédaignent de visiter, comme je l'insinuais tout à l'heure, c'est surtout la joie des riches. Cette turbulence dans le vide n'a rien qui les attire. Au contraire, ils se sentent irrésistiblement entraînés vers tout ce qui est faible, ruiné, contristé,orphelin.

Un oeil expérimenté ne s'y trompe jamais. Dans ces traits rigides ou abattus, dans ces yeux caves et ternes, ou brillants des derniers éclairs de la lutte, dans ces rides profondes et nombreuses, dans ces démarches si lentes ou si saccadées, il déchiffre tout de suite les innombrables légendes de l'amour trompé, du dévouement méconnu, des efforts non récompensés, de la faim et du froid humblement, silencieusement supportés. Avez-vous quelquefois aperçu des veuves sur ces bancs solitaires, des veuves pauvres?

Qu'elles soient en deuil ou non, il est facile de les reconnaître. D'ailleurs il y a toujours dans le deuil du pauvre quelque chose qui manque, une absence d'harmonie qui le rend plus navrant. Il est contraint de lésiner sur sa douleur.

Le riche porte la sienne au grand complet. Quelle est la veuve la plus triste et la plus attristante, celle qui traîne à sa main un bambin avec qui elle ne peut pas partager sa rêverie, ou celle qui est tout à fait seule? Il m'est arrivé une fois de suivre pendant de longues heures une vieille affligée de cette espèce; celle-là roide, droite, sous un petit châle usé, portait dans tout son être une fierté de stoïcienne.

Elle était évidemment condamnée, par une absolue solitude, à des habitudes de vieux célibataire, et le caractère masculin de ses moeurs ajoutait un piquant mystérieux à leur austérité. Je ne sais dans quel misérable café et de quelle façon elle déjeuna. Je la suivis au cabinet de lecture; et je l'épiai longtemps pendant qu'elle cherchait dans les gazettes, avec des yeux actifs, jadis brûlés par les larmes, des nouvelles d'un intérêt puissant et personnel.

Enfin, dans l'après-midi, sous un ciel d'automne charmant, un de ces ciels d'où descendent en foule les regrets et les souvenirs, elle s'assit à l'écart dans un jardin, pour entendre, loin de la foule, un de ces concerts dont la musique des régiments gratifie le peuple parisien. C'était sans doute là la petite débauche de cette vieille innocente ou de cette vieille purifiée , la consolation bien gagnée d'une de ces lourdes journées sans ami, sans causerie, sans joie, sans confident, que Dieu laissait tomber sur elle, depuis bien des ans peut-être!

Je ne puis jamais m'empêcher de jeter un regard, sinon universellement sympathique, au moins curieux, sur la foule de parias qui se pressent autour de l'enceinte d'un concert public.

L'orchestre jette à travers la nuit des chants de fête, de triomphe ou de volupté. Les robes traînent en miroitant; les regards se croisent; les oisifs, fatigués de n'avoir rien fait, se dandinent, feignant de déguster indolemment la musique.

Ici rien que de riche, d'heureux; rien qui ne respire et n'inspire l'insouciance et le plaisir de se laisser vivre; rien, excepté l'aspect de cette tourbe qui s'appuie là-bas sur la barrière extérieure, attrapant gratis, au gré du vent, un lambeau de musique, et regardant l'étincelante fournaise intérieure.

C'est toujours chose intéressante que ce reflet de la joie du riche au fond de l'oeil du pauvre. Mais ce jour-là, à travers ce peuple vêtu de blouses et d'indienne, j'aperçus un être dont la noblesse faisait un éclatant contraste avec toute la trivialité environnante. C'était une femme grande, majestueuse, et si noble dans tout son air, que je n'ai pas souvenir d'avoir vu sa pareille dans les collections des aristocratiques beautés du passé. Un parfum de hautaine vertu émanait de toute sa personne.

Son visage, triste et amaigri, était en parfaite accordance avec le grand deuil dont elle était revêtue. Elle aussi, comme la plèbe à laquelle elle s'était mêlée et qu'elle ne voyait pas, elle regardait le monde lumineux avec un oeil profond, et elle écoutait en hochant doucement la tête.

Pourquoi donc reste-t-elle volontairement dans un milieu où elle fait une tache si éclatante? La grande veuve tenait par la main un enfant comme elle vêtu de noir; si modique que fût le prix d'entrée, ce prix suffisait peut-être pour payer un des besoins du petit être, mieux encore, une superfluité, un jouet. Et elle sera rentrée à pied, méditant et rêvant, seule, toujours seule; car l'enfant est turbulent, égoïste, sans douceur et sans patience; et il ne peut même pas, comme le pur animal, comme le chien et le chat, servir de confident aux douleurs solitaires.

Le vedove Vauvenargues dice che nei giardini pubblici ci sono viali frequentati soprattutto dall'ambizione delusa, dagli inventori disgraziati, dalle glorie abortite, dai cuori infranti, da tutte quelle anime tumultuose e chiuse nelle quali risuonano ancora gli ultimi sospiri d'un uragano, e che indietreggiano per allontanarsi dallo sguardo insolente dei felici e degli oziosi.

Questi ombrosi ritiri sono il luogo di appuntamento dei sinistrati della vita. È soprattutto verso questi luoghi che il poeta e il filosofo amano dirigere le loro avide congetture. Là trovano un sicuro nutrimento. Perché se c'è qualcosa che non si degnano di frequentare, è soprattutto, come ho suggerito poco fa, la gioia dei ricchi. Questa chiassosa vuotaggine non ha nulla che li attiri. Un occhio esercitato non si sbaglia mai in proposito. Vi siete mai accorti delle vedove sedute su quelle solitarie panchine?

Che portino o no il lutto, è facile riconoscerle. Del resto, nel lutto del povero c'è sempre qualcosa che manca, un'assenza d'armonia che lo rende più straziante. È costretto a lesinare sul proprio dolore.

Il ricco, invece, il suo se lo porta al gran completo. Qual è la vedova più triste e più rattristante: Mi è capitato una volta di seguire per ore una di queste vecchie afflitte: La sua assoluta solitudine evidentemente la condannava ad abitudini da vecchio scapolo; e questo carattere maschile dei suoi costumi aggiungeva qualcosa di provocante e di misterioso alla loro austerità.

Non so in quale miserabile caffè e in che modo pranzasse. La seguii in una sala di lettura; la spiai a lungo mentre con occhi attenti, che le lacrime un tempo avevano bruciato, cercava sfogliando i giornali notizie capaci di suscitarle un interesse violentemente personale. Infine, nel pomeriggio, sotto un cielo incantevole d'autunno, un cielo da cui scendeva una folla di rimpianti e di ricordi, si sedette in un giardino pubblico, in disparte, per ascoltare lontana dalla folla uno di quei concerti con cui le bande militari rallegrano il popolo parigino.

Doveva essere proprio quello il piccolo piacere vizioso dell'innocente vecchia di quella vecchia purificata ; la meritata consolazione di una di quelle soffocanti giornate senza amici, senza conversazione, senza gioia, senza confidenze, che Dio lasciava cadere su di lei trecentosessantacinque volte l'anno, forse già da molti anni. Non so impedirmi di gettare uno sguardo almeno curioso, se non di universale simpatia, sulla folla dei paria che si accalcano intorno al recinto di un pubblico concerto.

L'orchestra lancia nella notte i suoi canti festivi, trionfali o voluttuosi; le vesti femminili sontuosamente strusciano; si incrociano gli sguardi; gli oziosi, stanchi del non far niente, ciondolano fingendo di gustare indolentemente la musica. Niente che non sia ricco, felice; niente che non respiri e non ispiri spensieratezza e piacere di lasciarsi vivere; niente, tranne l'aspetto di questa turba che laggiù si appoggia allo steccato esterno afferrando gratis, secondo il capriccio del vento, un brandello di musica, e guardando la scintillante fornace che si intravede all'interno.

Questo riflettersi della gioia del ricco in fondo all'occhio del povero, è sempre interessante. Ma quel giorno, in mezzo a quel popolo in grembiule e in blusa di cotone, ho notato una creatura la cui nobiltà contrastava violentemente con la trivialità circostante. Un aroma di altera virtù emanava da tutta la sua persona. Il suo viso triste e smagrito era in perfetto accordo con il lutto dei suoi vestiti.

Come la plebe a cui si era mescolata e della quale non si curava, anche lei rivolgeva uno sguardo assorto a quel mondo luminoso e ascoltava la musica dondolando appena la testa. Quella superba vedova teneva per mano un bambino, come lei vestito di nero; per quanto modico fosse il prezzo del biglietto, sarebbe stato probabilmente sufficiente a pagare qualcosa di necessario per il bambino, o, meglio ancora, qualcosa di superfluo, per esempio un giocattolo.

Le vieux saltimbanque Partout s'étalait, se répandait, s'ébaudissait le peuple en vacances. C'était une de ces solennités sur lesquelles, pendant un long temps, comptent les saltimbanques, les faiseurs de tours, les montreurs d'animaux et les boutiquiers ambulants, pour compenser les mauvais temps de l'année.

En ces jours-là il me semble que le peuple oublie tout, la douceur et le travail; il devient pareil aux enfants. Pour les petits c'est un jour de congé, c'est l'horreur de l'école renvoyée à vingt-quatre heures. Pour les grands c'est un armistice conclu avec les puissances malfaisantes de la vie, un répit dans la contention et la lutte universelles.

L'homme du monde lui-même et l'homme occupé de travaux spirituels échappent difficilement à l'influence de ce jubilé populaire. Ils absorbent, sans le vouloir, leur part de cette atmosphère d'insouciance.